L’importanza di conoscere il modello di prestazione

Oggi si sente parlare spesso di match analysis, metodologia che consente attraverso il rilevamento di dati, di valutare una serie di parametri tecnici, tattici e atletici del singolo calciatore e dell’intera squadra. Ma la match analysis senza la conoscenza del modello di prestazione del gioco del calcio può fare veramente poco. 

La performance del calciatore è la risultante della performance tecnica, tattica e fisica. L’ultimo aspetto determina un modello fisiologico prestativo che ha dei fattori limitanti, tra i quali il sistema aerobico ed anaerobico.

Di cosa si tratta? 

Il modello prestativo rappresenta il quadro di caratteristiche specifiche di uno sport, come per esempio i tempi di gara, i metabolismi energetici interessati, i parametri fisiologici vari e il modello biomeccanico di prestazione. 

L’insieme di tutte queste conoscenze costituisce uno degli aspetti basilari per il lavoro del preparatore atletico e dello staff tecnico in generale. Evidenziato il modello di prestazione, la preparazione deve mirare allo sviluppo e al miglioramento di tutte le componenti individuate tenendo conto di alcuni fattori quali il livello di partenza degli atleti e l’obiettivo da raggiungere. 

Stabilire quindi in maniera oggettiva cosa avviene durante la partita, ci permette di ottimizzare il processo di allenamento (Bangsbo et al. 2006). 

E da un punto di vista metabolico e di performance?

Lo sforzo del calciatore è da considerarsi di tipo intermittente, poiché cambia attività ogni 4-6s, determinando l’effettuazione di circa 1300 attività diverse durante la partita. (Bangsbo, J. 1993. The physiology of soccer–with special reference to intense intermittent exercise).

Il modello prestativo del calciatore quindi derivante dalla match analysis fatta in gara, è classificato come segue:

  • Sosta
  • Cammino (4 km/h) 
  • Jogging (8 km/h)
  • Corsa a moderata velocità (>12 km/h)
  • Corsa a media velocità (>16 km/h)
  • Corsa all’indietro
  • Sprint (>20 km/h)

Da un punto di vista atletico è possibile determinare tutti gli spostamenti effettuati dai nostri giocatori sia in termini di spazio che di velocità. Grazie a numerose ricerche possiamo quindi renderci conto che il calciatore di alto livello percorre tra i 9 e 12 km nel corso di una partita.

Questa distanza totale la possiamo però suddividere in vari livelli di intensità:

  • 2200 – 2400 metri percorsi ad alta intensità con velocità maggiore di 15,0 km/h
  • 850 -950 metri percorsi ad altissima intensità con velocità maggiore di 19,8 km/h
  • 250 – 350 metri sono ricoperti in sprint con velocità maggiore di 25 km/h

Nel gioco del calcio si distinguono vari ruoli con caratteristiche diverse che influenzano la prestazione fisica. I seguenti ruoli sono i difensori centrali (DC), esterni difensivi (ED), centrocampisti centrali (CC), esterni di centrocampo (EC) e attaccanti (A). 

Rampinini E. et al. – 2007

Analizzando nel dettaglio ogni singolo ruolo possiamo affermare che gli esterni (sia difensivi che offensivi) e i centrocampisti percorrono la maggior distanza (>11 km) a differenza di attaccanti e difensori centrali che ne percorrono circa 9-10km.). La maggiore distanza di questi 11 km viene svolta ad alta intensità, oltre 19,8 km/h.

È tuttavia opportuno analizzare questi dati con delle differenze per ruoli:

  • Esterni difensivi e offensivi percorrono circa una distanza di 1000 metri
  • Centrocampisti percorrono circa una distanza di 900 metri
  • Attaccanti percorrono circa una distanza di 800 metri
  • Difensori percorrono circa una distanza di 600 metri

Le differenze tra calciatori possono essere spiegate dalle reali esigenze fisiche della gara. In partita ogni ruolo e ogni giocatore è dipendente da molti fattori. La posizione in campo propria, dei propri compagni, degli avversari, la tattica della squadra e di quella avversaria influenzano in maniera netta il proprio modello di movimento. (Mohr et al 2003).

Consigli pratici e conclusioni

I giocatori hanno un modello prestativo sia fisico che tecnico – tattico diverso. È possibile allenarli tutti nello stesso modo? Con le stesse richieste e gli stessi mezzi?

Essere in grado di leggere e comprendere questi dati raccolti, è estremamente importante per programmare sedute di allenamento specifiche e per allenare al meglio i giocatori.

Non si deve però dimenticare che nel calcio si gioca con un attrezzo. La palla risulta determinante sul nostro gioco e sulla performance. Essere in possesso o no della palla cambia decisamente le cose. 

È fondamentale quindi sottolineare l’importanza di lavorare con l’utilizzo della palla nella maggior parte della nostra seduta di allenamento, utilizzando per esempio gli Small Sided games, possessi palla oppure situazione tecnico – tattiche abbinate a lavori a secco.

Bibliografia:

Impellizzeri, F. M., & Marcora, S. M. (2009). Test validation in sport physiology: lessons learned from Clinimetrics. International Journal of Sports Physiology and Performance.

Castagna, C., Impellizzeri, F. M., Chaouachi, A., Bordon, C., & Manzi, V. (2011). Effect of training intensity distribution on aerobic fitness variables in elite soccer players: a case study. J Strength Cond Res.

Malone, S., Owen, A., Mendes, B., Hughes, B., Collins, K., & Gabbett, T. J. (2018). High-speed running and sprinting as an injury risk factor in soccer: Can well-developed physical qualities reduce the risk?

Credit Image: https://www.express.co.uk

Umberto Giacone
8 pensiero su “Il Modello Prestativo del calcio”
  1. […] Nella seconda parte dell’approfondimento ho inserito una serie di proposte pratiche da svolgere sul campo. Sono proposte molto semplici che uso spesso e che ritengo molto valide ai fini dello sviluppo dell’alto numero di accelerazioni e decelerazioni utili per il calciatore moderno. Si ricerca lo sviluppo dell’alta intensità in riferimento a parametri metabolici e neuromuscolari andando a ricreare il più possibile la richiesta del modello prestativo del calcio. […]

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