La vitamina D nella preparazione atletica nel calciatore: i casi studio

La vitamina D nella preparazione atletica nel calciatore: i casi studio

24 Giugno 2021 0 Di Paolo Conserva

Che cos’è la vitamina D?

La vitamina D è un micronutriente. Questa vitamina è costituita da 5 diverse forme: D1, D2, D3, D4, D5. Le due forme più̀ comuni di vitamina D sono il colecalciferolo (vitamina D3) e l’ergocalciferolo (vitamina D2), precursori di ormoni con un ruolo importante nella regolazione del metabolismo del calcio e dei fosfati. La vitamina D può essere considerata come un gruppo di pro-ormoni liposolubili.

(1) Struttura vitamina D

Fonti vitamina D

II 10-20 % della vitamina D deriva dalla dieta, mentre l’80-90% deriva dall’irradiazione solare. L’irradiazione solare è importantissima perché́ determina la foto-attivazione della vitamina D3 che successivamente viene idrossilata a livello epatico. I cibi ricchi di vitamina D sono cibi grassi come olio di fegato di merluzzo, salmone, arringa, uova, funghi, ecc….

Livelli di vitamina D

Nei mesi invernali si ha un rischio maggiore di aver una carenza di vitamina D rispetto ai mesi estivi quando l’esposizione solare è maggiore. Quando si ha una carenza di vitamina D viene ridotto l’assorbimento intestinale di calcio con variazione di calcemia. Dunque, quando ci sono delle riduzioni della calcemia c’è una sintesi e secrezione del PTH (paratormone). Spesso la causa di PTH elevato è un livello inadeguato di vitamina D; di conseguenza si ha un aumento del riassorbimento osseo, diminuzione della densità̀ minerale ossea, aumento rischio di fratture, e diminuzione delle funzioni neuromuscolari. La vitamina D ha inoltre effetti sul nostro sistema immunitario ed infatti una carenza è associata a una maggiore suscettibilità alle infezioni. Quando abbiamo dei valori adeguati di Vitamina D (maggiori di 30 ng/ml) l’organismo ha benefici di forza muscolare, di equilibrio, minore rischio di caduta, densità̀ ossea adeguata, minore rischio di fratture. Il dosaggio è da personalizzare poi nell’ambito del singolo caso valutandone la carenza, lo stile di vita e la condizione di salute. Per quanto riguarda gli atleti il range ideale di vitamina D ideale dovrebbe essere da 50 a 80 ng/ml.

(2) Livelli vitamina D

Casi studio

Per comprendere l’importanza di questa vitamina possiamo analizzare uno studio (G. Lombardi et Al., 2017) dove sono state analizzate le concentrazioni plasmatiche di vitamina D, cortisolo, testosterone e CK in tre diverse squadre professionistiche italiane che si allenavano alla stessa latitudine durante un periodo di due stagioni agonistiche consecutive.

Lo studio ha coinvolto un campione di 167 calciatori delle squadre di Bari, Lanciano e Pescara. Lo studio ha evidenziato che 55 calciatori (il 32.9%) hanno avuto livelli di vitamina D insufficiente durante le stagioni e altri 15 atleti (9,0%) hanno mostrato, almeno una volta, uno stato di carenza di Vitamina D. I livelli di vitamina D hanno avuto i picchi maggiori nei mesi estivi (mese agosto), i livelli di testosterone e TC (rapporto tra testosterone e cortisolo) hanno avuto un picco maggiore nei mesi estivi (mese di luglio), mentre i livelli di cortisolo (ormone dello stress)  hanno avuto invece un picco nei mesi invernali (mese di febbraio). Al contrario, CK non ha mostrato fluttuazioni stagionali.

(3) Livelli di Vitamina D, Cortisolo, Testosterone e TC

Nessuna correlazione è stata rilevata tra vitamina D e CK, mentre sono state osservate correlazioni deboli ma significative tra vitamina D e testosterone (r = 0.29), cortisolo (r = −0.27) e TC (r = 0.37). L’andamento dei livelli di vitamina D è molto simile a quelli di testosterone e TC con picchi nei mesi estivi come possiamo vedere nella figura (3) e opposti a quelli del cortisolo che invece ha un picco maggiore nei mesi invernali.  In conclusione, il corretto approccio cronobiologico nello studio delle variazioni annuali di Vitamina D, cortisolo e testosterone potrebbe essere determinante nello sviluppo di strategie di integrazione e prevenzione più specifiche da parte di preparatori atletici e medici.

In un altro studio (James P. et Al.,2012) sono stati analizzati i livelli di vitamina D di 20 calciatori professionisti della Premier League ed è stato visto un decremento dei valori della vitamina D nei mesi autunnali rispetto a quelli estivi.

Altro studio ancora (Maria Jastrzębska, 2018) è stato visto se la supplementazione di vitamina D permetteva a giovani calciatori di migliorare la capacità aerobica. Sono stati analizzati 2 gruppi di giovani calciatori: 1 gruppo sperimentale che assumeva vitamina D (SG) e un altro gruppo che non assumeva vitamina D (gruppo placebo=CG) ed entrambi i gruppi hanno svolto gli stessi allenamenti per 8 settimane. Alla fine dello studio è stato visto che il livello di vitamina D del gruppo SG è incrementato del 119%, mentre nel gruppo CG il livello è diminuito del 8,4%. Per quanto riguarda il VO2max è migliorato del 20% nel gruppo SG e del 13% del CG. I risultati di questo studio mostrano che la vitamina D può avere un effetto positivo, anche se moderato, sulle prestazioni aerobiche nei giocatori sottoposti ad allenamento ad alta intensità, sotto forma di SSG.

(4) Changes of plasma concentration of 25(OH)D in the supplemented (SG) and placebo group (CG)

In un altro studio più recente (Yoshitomo Saita, 2020) è stato visto che con l’avvento del COVID-19 molti atleti hanno dovuto affrontare un periodo di quarantena ed è stato impedito loro di svolgere attività all’aria aperta e di conseguenza non hanno potuto usufruire dell’energia solare. In questo studio sono stati analizzati i valori di Vitamina D in un gruppo di calciatori di una squadra giapponese, ed è stato visto che nel Marzo 2020 i livelli di vitamina D erano nettamente più bassi rispetto a quelli del 2018, con conseguente maggior rischio di infortunio al rientro in campo.

(5) COVID-19 affected the serum vitamin D level

A tal proposito dopo lo stop forzato dei vari campionati, si è registrato un numero molto alto di infortuni nei maggiori campionati europei, e forse può aver influito su ciò un possibile decremento del livello di vitamina D nei vari calciatori dovuto al lockdown.

In tutti questi studi analizzati il campione esaminato è stato sempre molto basso per trarre delle vere e proprie conclusioni, ma ci fanno capire l’estrema importanza della vitamina D per quanto riguarda i calciatori

Casi studio extra-calcio

Oltre agli studi visti sul calcio, possiamo fare un breve focus su studi effettuati in altri sport simili al calcio.

(6) Logo NFL

Uno studio (Joseph C Maroon et Al,2015) su atleti del Pittsburgh Steelers (squadra di football americano della NFL) ha visto che i livelli di vitamina D erano significativamente più̀ bassi nei giocatori con almeno una frattura ossea. Inoltre, è stato visto che i giocatori di football professionisti con livelli di vitamina D più̀ elevati avevano maggiori probabilità̀ di ottenere una posizione contrattuale nella National Football League.

(7) Logo NBA

Uno studio del 2011 sui New York Giants (squadra di Basket NBA), presentato a una riunione dell’American Orthopaedic Society for Sports Medicine, ha trovato un’associazione tra bassi livelli di vitamina D e lesioni muscolari.

Conclusione

A conclusione di tali studi, nonostante i numeri dei casi studiati siano troppo bassi per trarre delle vere e proprie conclusioni, si può̀ affermare che la vitamina D per un’atleta è di estrema importanza, in particolar modo per la prevenzione degli infortuni (fratture e lesioni muscolari). Diventa quindi importante monitorare i livelli di vitamina D negli atleti, come viene già̀ fatto in molti sport americani e in molti college, per avere un’anamnesi completa che può̀ essere utile sia a livello preventivo (di infortuni) che a livello di performance. È fondamentale prestare molta attenzione ai livelli della vitamina D in particolar modo nei mesi invernali dove abbiamo visto nei vari studi che tende a scendere e il numero delle partite in genere è molto elevato, e di conseguenza il rischio di infortuni è molto più elevato.

Credit Immagine: https://sport.sky.it/calcio/2014/04/11/del_piero_dubbio_fine_carriera_decisione_in_estate

Bibliografia

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https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33178445/

(1) https://www.torrinomedica.it/approfondimenti/vitamine/vitamina-d-colecalciferolo/

(2) https://www.educazionenutrizionale.granapadano.it/it/stile-di-vita/articoli/attivita-fisica/sport-e-vitamina-dil-sole-migliora-le-prestazioni-sportive-oltre-alla-salute/

(3)https://www.logoluso.it/storage/files/5ffc33e9149c6_Circannual%20rhythm%20of%20plasmatic%20vitamin%20D%20levels%20and%20the%20association%20with%20markers%20of%20psychophysical%20stress%20in%20a%20cohort%20of%20Italian%20professional%20soccer.pdf

(4) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5873337/figure/j_hukin-2018-0033_fig_001/

(5) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7640757/figure/F1/

(6) https://en.wikipedia.org/wiki/National_Football_League

(7) https://it.wikipedia.org/wiki/NBA

Paolo Conserva