Calcio Femminile: l’importanza delle capacità motorie nel settore giovanile

Calcio Femminile: l’importanza delle capacità motorie nel settore giovanile

3 Febbraio 2021 1 Di Carolina Bertolini

Il calcio femminile è un movimento in costante crescita. Il Mondiale di Francia 2019, che ha visto la Nazionale italiana di calcio spingersi oltre le aspettative ed in particolare raggiungere i quarti di finale, ha fatto acquisire notorietà e sempre più bambine decidono di iscriversi ad una società sportiva per apprendere nel migliore dei modi i fondamentali di questo sport.

L’allenamento è un processo d’azione complesso che si pone lo scopo di influire, in modo pianificato e rivolto ad un oggetto (specifico), sullo stato (livello) di prestazione sportiva e sulla capacità di realizzare nel migliore dei modi possibile tale prestazione in situazioni di competizione.

Curare tutti i parametri dell’allenamento è fondamentale anche se si lavora in una società di calcio femminile.

Le capacità motorie nel calcio femminile

In un settore giovanile l’obiettivo primario è quello di crescere nuovi giocatori/trici sul piano psicologico, umano, fisico, tecnico e tattico. Dal punto di vista fisico, le abilità che sono da tenere in considerazione sono le “Capacità motorie”. Quest’ultime vengono definite l’insieme delle caratteristiche fisiche o sportive che un individuo possiede e che permette l’apprendimento e l’esecuzione delle varie azioni motorie. Influenzano l’intensità e la qualità di risposta motoria all’ambiente, sono in parte legate all’ereditarietà ed al patrimonio genetico e possono modificarsi con l’allenamento. Costituiscono la base della prestazione fisica e si dividono in due categorie: Coordinative e Condizionali.

Le prime sono connesse alla capacità del sistema nervoso centrale di avviare e controllare il movimento; si articolano, a sua volta, in generali e speciali. Mentre le seconde determinano la durata, la quantità e l’intensità della risposta motoria; incidono in modo determinante sulla prestazione motoria-sportiva; sono direttamente influenzate dai processi metabolici che conducono alla produzione di energia (aerobico, anaerobico lattacido e alattacido); si suddividono in forza, velocità e resistenza.

Nel mezzo tra le precedenti tipologie si trovano le capacità “Strutturali elastiche”, aventi caratteristiche sia di tipo coordinativo che condizionale e dipendenti da una componente congenita che influenza la struttura del tessuto connettivo della muscolatura e delle articolazioni, da fattori ormonali che si modificano nel corso dell’evoluzione dell’uomo e delle nostre abitudini motorie che sollecitano determinate ampiezze articolari o allungamenti muscolari; sono costituite dalla mobilità articolare o flessibilità e dall’estensibilità articolare.

Come allenare le capacità motorie

Nei settori giovanili, fin dalle categorie più basse (fino ai 12 anni), bisogna dare enfasi alle capacità coordinative. Infatti la coordinazione rappresenta un requisito primario a determinare lo schema motorio di base di una qualsiasi ragazza. Con il passaggio alle categorie successive (dai 15 anni in poi), bisogna iniziare a lavorare sulle capacità condizionali, necessarie a formare, nella maniera più ottimale, lo stato corporeo di una calciatrice.

Ci sono, in particolare, alcune capacità coordinative che garantiscono una sua maggior espressione ed alle quali va data maggior attenzione nel momento in cui si programma l’allenamento: sono quelle di accoppiamento e combinazione dei movimenti, di differenziazione, di equilibrio, di orientamento, di ritmo, di reazione e di trasformazione. Più nel dettaglio, la capacità di accoppiamento e combinazione dei movimenti consente di collegare tra loro diverse abilità e di realizzare un movimento in cui è necessario coordinare, contemporaneamente o in successione, movimenti di singole parti del corpo.

La capacità di differenziazione consiste nel distinguere e selezionare le corrette percezioni (cinestetiche, temporali e spaziali) che permettono di dosare in maniera ottimale l’impegno muscolare per realizzare l’azione desiderata. Svolge un ruolo centrale nella costruzione di un proprio schema del movimento e nella sua regolazione e correzione.

La capacità di equilibrio permette, attraverso aggiustamenti riflessi, automatizzati o volontari, di mantenere una posizione statica o di eseguire un movimento senza cadere, anticipando o reagendo prontamente ai possibili fattori di squilibrio. Si può suddividere in statica, dinamica e di volo, tutte influenzate dall’aspetto propriocettivo, visivo e vestibolare.

La capacità di orientamento spazio – temporale permette di determinare e variare la posizione, i movimenti e le forze del corpo nello spazio e nel tempo, avendo come punto di riferimento la posizione del corpo in riferimento all’ambiente, o la posizione dei singoli segmenti corporei in riferimento alla globalità del corpo.

La capacità di ritmo permette di comprendere un ritmo proveniente dall’esterno e di riuscire a riprodurlo dal punto di vista motorio, oltre a realizzare nella propria attività motoria, un ritmo “interiorizzato”, cioè esistente nella propria immaginazione.

La capacità di reazione consente, dato uno stimolo, di reagire motoriamente ad esso il più velocemente possibile e nel modo più opportuno. È possibile distinguerla in reazione semplice, dove lo stimolo previsto è uno e conosciuto, ed in reazione complessa, dove gli stimoli previsti sono molteplici, sconosciuti e imprevedibili.

Infine la capacità di trasformazione consiste nel saper percepire o prevedere possibili variazioni di situazione che intervengono durante lo svolgimento di un’azione (per esempio, un pallone che viene deviato o il terreno che diventa improvvisamente scivoloso) e nel riuscire a modificare opportunamente l’azione già avviata. È una capacità strettamente legata alla fantasia motoria, perché ti permette di risolvere in modo creativo un problema motorio.

Un calciatore in possesso di una grande e specifica preparazione atletica è capace di sviluppare gli sforzi fisici con un elevato livello di forza nel minor tempo possibile e ripetere questi sforzi innumerevoli volte in un contesto ambientale tecnico – tattico che richiede adattamento continuo alle mutevoli situazioni di gioco. Gli è richiesta, quindi, una flessibilità atletica, percettiva e cognitiva, unita ad un tipo di attenzione aperta a 360 gradi. (Arcelli E, Borino U, 2004)

Bibliografia:

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Carolina Bertolini