Cosa fare e quali strategie mettere in atto con la sospensione degli allenamenti?

Da febbraio 2020 il Covid19 è ormai entrato nelle nostre vite. Uno dei “primi” DPCM emanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri per contenere l’emergenza epidemiologica da Covid-19 prevedeva, tra le altre, misure che riguardavano le manifestazioni sportive, differenziate su base territoriale. Anche la FIGC e il Settore Giovanile Scolastico si allinearono con le disposizioni del Consiglio dei Ministri e con il comunicato n.88 del 05/03/2020 (https://www.figc.it/media/120327/cu-n88-sgs.pdf) sospesero le attività fino al 15 marzo ai fini di tutelare tutti i tesserati che svolgevano la propria attività a livello nazionale e territoriale. Le disposizioni riguardarono tutti i campionati giovanili nazionali, tornei giovanili a carattere nazionale, attività organizzate dai Coordinamenti SGS regionali e attività di base ivi incluse le sedute di allenamento. La FMSI, Federazione Medici Sportivi presieduta da Maurizio Casasco, di concerto con il gruppo dei medici della Federcalcio, suggerì dunque una serie di norme igienico-sanitarie per evitare il contagio da Coronavirus. Alle società calcistiche fu inviato un documento, composto di 21 regole, valide per gli atleti, i dirigenti, il personale tecnico e gli addetti ai lavori.

Dopo quasi un anno purtroppo è cambiato ben poco, con continui DPCM, sospensioni, ripartenze e la nostra vita sembra ormai ridimensionata a causa del COVID. Dopo questa breve premessa, spieghiamo il focus di questo approfondimento; il quale metterà in evidenza le scelta delle migliori strategie idonee per far fronte a questa “momentanea” sospensione delle attività, soprattutto per gli addetti ai lavori e per i preparatori atletici.

In primis, è opportuno conoscere e capire cosa può comportare nei nostri atleti, una positività al virus e una sospensione degli allenamenti durante la stagione agonistica per un periodo X.

Cosa comporta la positività al COVID19 per un atleta?

Molti campioni del mondo del calcio e dello sport in generale si sono ammalati nel corso della pandemia, come ad esempio Ibrahimovic o CR7. Con l’inattività, la performance e la condizione atletica dei calciatori, subirà inevitabilmente un calo fisiologico. Molti preparatori per far fronte a questa problematica, si adoperano per cercare di impostare dei lavori individualizzati per il mantenimento delle componenti aerobiche e neuromuscolari.
Chiaramente tutto ciò va contestualizzato anche in base alla tipologia di giocatori che si allenano, alla loro età, alla categoria e alla modalità di lavoro del proprio preparatore o staff tecnico durante la stagione. Se ad esempio dovessimo lavorare con il settore giovanile, occorrerebbe tenere d’occhio anche il PHV, definito come il picco di velocità di crescita; un elemento fondamentale che ci dà la possibilità di individuare la capacità di carico dell’individuo e ottimizzarne gli stimoli allenanti.

Un atleta che riduce o sospende l’attività fisica perde:

  1. -1% giornaliero della propria CAPACITAAEROBICA
  2. -15 e -25% della CAPILLARIZZAZIONE con conseguente perdita del -20 e -25% del VO2max
  3. riduzione della MOBILITà e FLESSIBILITà dopo 8 settimane
  4. -7 e -12% riduzione della FORZA tra le 8 e 12 settimane a causa di una perdita giornaliera di -0.6% di sezione fibre trasverse

Come ben sappiamo chi ha contratto il COVID-19 può incorrere anche in miocardite, danno miocardico, sindromi coronariche acute, aritmie e malattie tromboemboliche.

Uno studio della FIFA MEDICAL come risultato di questi potenziali problemi, ha suggerito prima di riprendere l’attività, che i giocatori dovrebbero sottoporsi a una valutazione medica per cercare di determinare se è sicuro tornare all’allenamento e alla competizione. Al momento non è chiaro quale dovrebbe essere la valutazione ideale, ma si suggerisce di effettuare una valutazione cardiovascolare e respiratoria completa prima di riprendere ad allenarsi.

In questa iconografia vengono spiegate le difficoltà da superare e le esigenze che gli atleti possano avere, per poter tornare all’attività in totale sicurezza dopo una riscontrata negatività al COVID.

In primis occorre assicurarsi che gli atleti siano ben preparati, prima di tornare ai carichi di allenamento completi. Quindi bisogna introdurre sicuramente prima di esporre l’atleta all’alta intensità, delle esercitazioni generali sulla resistenza aerobica. Aggiungo che si debba pianificare l’introduzione dell’alta intensità il prima possibile, per accumulare già carichi “importanti” a garantire un’adattamento veloce.

Quali strategie mettere in atto con la sospensione delle attività?

Si può optare sicuramente, secondo me, per una strategia di Tapering, cioè una riduzione del carico di allenamento durante i giorni e le settimane che precedono un importante competizione sportiva, a condizione che nelle settimane precedenti alla sosta forzata, vi sono stati carichi di allenamento notevoli e impegnativi. L’obiettivo del Tapering è quello di ridurre lo stress psicologico e fisiologico delle sedute quotidiane, e dunque ottimizzare la prestazione.
I parametri da modulare sono volume, frequenza e intensità, considerati fattori chiave nell’incremento della performance durante questi periodi.
Il rischio principale derivante dall’applicazione di questa strategia è quello di poter risultare inefficace, se lo stesso viene prorogato per periodi superiori alle quattro settimane, causando così la perdita degli adattamenti dalla quale possano scaturire anche situazione di de-training.

Sono stati esaminati 14 articoli al fine di valutarne gli effetti sulla forma neuromuscolare e metabolica negli atleti che praticano sport di squadra.

Il Tapering “funziona” se è preceduto da un periodo di sovraccarico. Da queste evidenze scientifiche emerge che gli atleti possono utilizzare questa strategia per raggiungere un picco di prestazioni nelle abilità di RSA, VO2max, potenza e Agility. Tutti fattori chiave per la prestazione di uno sport di squadra come il calcio.

Applicazioni pratiche e consigli utili

  • È importante l’individualizzazione degli allenamenti, delle capacità condizionali e delle capacità aerobiche in base al PHV
  • Rispettare il principio della gradualità con quantità e intensità crescenti
  • È consigliabile differenziare le attività sportive al fine di acquisire nuove abilità motorie
  • Attuare strategie di mantenimento delle capacità condizionali, con un focus particolare sulla forza e sulla prevenzione infortuni
  • Individuare le migliori strategie di allenamento
  • Focalizzarsi sulla condizione atletica ed in particolare sulla tecnica di esecuzione del gesto motorio
  • Pianificare con attenzione metodi e mezzi conosciuti dai giocatori per non incorrere in particolari problematiche: quali ad esempio infortuni o esecuzioni dei gesti inadeguate

Approfondimenti correlati:

https://footballexplorer.it/2020/10/limportanza-della-programmazione-nellallenamento-di-calcio/

Bibliografia

What investigations should we consider including in a post-COVID-19 pre-competition medical assessment?

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17461391.2020.1736183

Credit immage: https://www.goal.com/it/notizie/bengtson-unico-giocare-mascherina/1c57l9qdxd40u1o3ao3g4d163q

Umberto Giacone

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