L’intensità, gli infortuni e le strategie preventive nel calcio moderno

L’intensità, gli infortuni e le strategie preventive nel calcio moderno

15 Maggio 2020 2 Di Emanuele Mocci

L’intensità nel calcio

Il calcio è uno sport nel quale viene richiesto un elevato dispendio energetico, causato dalle continue ed elevate attività a medio / alta intensità. Secondo il ricercatore del Laboratorio di Biomeccanica di Coverciano Carlo Castagna, la frequenza cardiaca durante un incontro di calcio, passa dai 100 btm nelle fasi a bassa intensità, ai 190 btm nelle fasi di alta-altissima intensità.
Questi dati dimostrano che un calciatore deve saper essere pronto sotto il profilo fisico-atletico, soprattutto nella realizzazione di attività ad alte intensità, facendo pochissime pause tra l’una e l’altra.
Ma portare il motore di una macchina sempre al massimo delle proprie possibilità, comporta anche un rischio di rottura. Lo stesso concetto infatti è valido anche per un calciatore.

I possibili infortuni

I continui cambi di direzione, decellerazioni, cambi di senso, cross, contrasti e tiri, sollecitano biomeccanicamente le varie giunzioni articolari, che con il passare del tempo si possono di conseguenza lesionare. Secondo alcuni studi condotti dal Professor Caraffa, i giocatori vengono colpiti più frequentemente da :

  • DISTORSIONI CAVIGLIA
  • DISTORSIONI AL GINOCCHIO
  • STIRAMENTI
  • STRAPPI
  • TRAUMI ALLA TESTA.

Per prevenire la manifestazione di tali infortuni la Fifa ha stilato un programma preventivo nel 2008, chiamato FIFA 11+. In questo protocollo preventivo, sono stilati un insieme di esercizi, che vengono eseguiti nella fase di riscaldamento della durata compessiva di 20-25 minuti. Attraverso il programma 11+, l’ incidenza degli infortuni precedentemente elencati, è diminuita fino al 30%, fatta eccezione per il giocatore che rischia di incappare in un trauma cranico.

Ma per capire gli esercizi preventivi da svolgere, è necessario conoscere i meccanismi traumatici che portano alla loro origine. Il mondo dell’ortopedia, suddivide i meccanismi traumatici in 2 macro famiglie:

  • MECCANISMO TRAUMATICO DIRETTO
  • MECCANISMO TRAUMATICO DA SOVRACCARICO

Nel primo caso l’insorgenza dell’infortunio, deriva da un trauma diretto verso uno specifico tessuto, la cui resistenza meccanica è nettamente inferiore rispetto alla forza alla quale è stato sottoposto.

Esempio di infortunio da trauma Diretto subito da Khedira

Nel secondo caso invece l’infortunio, deriva da un continuo sovraccarico funzionale da parte dei tessuti, i quali non riescono più ad assorbire le sollecitazioni esterne.

In questa immagine è rappresentato l’ esempio di un infortunio da sovraccarico accorso ad un giocatore della Roma.

Le strategie da attuare

Esercizi propriocettivi, uniti a programmi di Functional Training, prevengono il sopraggiungere di infortuni da trauma diretto e da sovraccarico. Questa strategia di lavoro preventivo, è stata realizzata dal Prof Cerulli nel 1996 con il Perugia Calcio. Attraverso questo esperimento, si è potuto notare come l’esecuzione di esercizi propriocettivi, combinati con tecniche di Core Training, avrebbero diminuito la presenza di infortuni che oscillava tra il 18% e il 30%.

La propriocezione difatti, stressa i meccanismi neuro muscolari, migliorando di conseguenza la capacità di equilibrio e l’eutonia muscolare. Il Core Training è invece utilissimo per poter rafforzare la regione centrale del corpo, che viene sempre attivata in qualsiasi gesto tecnico effettuato dal calciatore.

In queste immagini vengono indicati alcuni esercizi propriocettivi:

Gli esercizi sullo skimmy sono svariati e di difficoltà graduale. Si inizia restando ad occhi aperti con tutti e 2 i piedi sopra la medusa, per poi inserirci un solo piede. Poi si esegue il medesimo esercizio ad occhi chiusi, oppure raccogliendo un oggetto che si trova al suolo. Successivamente si posizionano vari skimmy, costruendone un percorso nel quale bisogna camminarci sopra.

Per quanto riguarda il Core training si eseguono tutti quegli esercizi nei quali si va a sollecitare, o a carico naturale, o con sovraccarichi funzionali, gli addominali, adduttori, glutei, Hamstring, Muscoli rotatori ed estensori della colonna. Nell’immagine seguente è rappresentato un esempio di un esercizio per lo sviluppo del Core Training.

http://corestrengthsokuyobi.blogspot.com

Credit image: https://www.scienzemotorie.com/biomeccanica-colpo-testa/

Emanuele Mocci