Dall’intervento al ritorno in campo

Dopo i precedenti approfondimenti relativi alla biomeccanica del ginocchio e al meccanismo lesivo, in quest’ultimo articolo parleremo della rieducazione successiva all’intervento chirurgico.
Prima di iniziare, è bene ricordare che la rieducazione deve svilupparsi progressivamente sia per obiettivi funzionali che temporali (nel rispetto della guarigione dei tessuti), e per questo motivo va sempre tenuta in considerazione la tipologia di intervento ricevuto dal paziente, le sue condizioni cliniche, i tempi di guarigione dei tessuti e i fattori psicosociali.
In linea generale possiamo semplificare la riabilitazione in 4 fasi, tre delle quali riassunte nelle tabelle sottostanti, in cui vengono illustrati gli obiettivi generali di ogni fase, le attività proposte, e gli obiettivi funzionali da raggiungere prima di proseguire con la fase successiva.

I FASE
(1°
SETTIMANA)

OBIETTIVI
GENERALI
ATTIVITÀ PROPOSTEOBIETTIVI FUNZIONALI
Controllo del dolore, edema ed infiammazioneCrioterapia
(Figura 1),
manovre drenanti, kinesiotaping drenante (Figura 2) e terapie strumentali (tecar, TENS, magnetoterapia..)
Dolore invariato o diminuito rispetto alla settimana precedente
Recupero del ROMMobilizzazioni passive, attivo-assistite e controllo neuromotorioGonfiore minimo,
estensione completa e flessione 0-90°.
Buona mobilità rotulea.
Recupero del tono-trofismoElettroterapia stimolante, lavoro attivo isometrico (Figura 3)Controllo del quadricipite che permette mini-squat 0-30°
Sollevamento arto inferiore teso in diverse direzioni

Figura 1
Figura 2

Figura 3

II FASE
(2°-10° SETTIMANA)


OBIETTIVI GENERALIATTIVITA’ PROPOSTEOBIETTIVI FUNZIONALI
ROM completo in assenza di doloreMassoterapia e mobilizzazione articolareDolore e gonfiore minimi
Incremento forza e resistenza muscolare (soprattutto quadricipite e hamstrings)Lavoro attivo per tutto l’arto inferiore
Idrokinesiterapia (dalla 3° settimana ed in dipendenza dalle ferite chirurgiche) (Figura 4)
Completa estensione e flessione del ginocchio
Miglioramento controllo dinamico del ginocchio Training della deambulazione su tapis roulant e cyclette (dalla 2° settimana) (Figura 5)
Step
Schema del passo normale
Miglioramento consapevolezza cinestesicaLavoro con tavolette instabili (Figura 6)
Corsa rettilinea e bici all’aperto (dalla 8° settimana)

Figura 4
Figura 5
Figura 6

III FASE
(11°-16° SETTIMANA)

OBIETTIVI GENERALIATTIVITÀ PROPOSTE OBIETTIVI FUNZIONALI
Ulteriore incremento di forza, resistenza e potenza muscolareLavoro in CCA(catena cinetica aperta) e CCC (catena cinetica chiusa) con carichi sempre più impegnativi (Figura 7)Assenza di dolore e gonfiore durante e dopo le sedute
Recupero resistenza cardiopolmonare
Miglioramento controllo neuro-motorioLavoro propriocettivo su tavolette instabili e tappeti elastici (Figura 8)
Esercizi in assenza di controllo visivo bi- e monopodalici
Forza e resistenza del quadricipite e degli hamstrings almeno al 75% rispetto all’arto sano
Riduzione del rischio di una nuova lesioneAttività controllata di stress rotazionale sull’arto operato (dalla 12° settimana)Hop test al 75% rispetto all’arto sano
N.B. In questa fase vengono anche inseriti i primi esercizi pliometrici e sport-specifici (Figura 9).

Figura 7
Figura 8
Figura 9

Una volta raggiunti questi risultati, l’atleta non è di certo pronto a tornare in campo insieme ai compagni; egli dovrà, infatti, affrontare un’ulteriore fase di preparazione specifica prima di essere reinserito in gruppo.
In quest’ultima fase, infatti, il calciatore sarà sottoposto alla rieducazione dei gesti motori specifici che svolgerà in campo, una volta tornato ad allenarsi. Si andranno a riprodurre, in un ambiente controllato, i vari momenti del calcio che possono indurre una nuova lesione come ad esempio scatti, tagli, decelerazioni improvvise, atterraggi, contatti con avversari e compagni, ecc… . Di conseguenza in seguito, si andranno ad analizzare la fluidità dei movimenti, per individuarne e correggerne eventuali compensi (anche attraverso l’analisi di video rallentati), molti dei quali possono mettere l’atleta a rischio di nuova lesione. 

Una volta raggiunti gli obiettivi preposti durante l’ultima fase riabilitativa, per il giocatore comincia un graduale ritorno in campo, a cominciare dalla riatletizzazione, ovvero un programma gestito dai preparatori che ha l’obiettivo di riportare l’atleta al normale svolgimento dei gesti motori, in termini di forza, coordinazione ed intensità.


Un’analisi più specifica su quest’ultima fase, è stata redatta dal Prof. Umberto Giacone nel seguente articolo:

BIBLIOGRAFIA ED IMMAGINI
Freeimages.com – Studioferraro.com – Ortopediaborgotaro.it – Giampionline.com – Ortopediaborgotaro.it Giacomobiondi.it- – Pagineromaniste.com – Labaricalcio.it
Napolisoccer.net

Credit image: www.sportmediaset.it

Rosario Montaperto

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