Dalla Teoria alla pratica: Spunti e applicazioni pratiche

Definizione e importanza

E’ possibile definire il concetto di Agility, (utilizzato in molti sport open skills) come “un rapido movimento di tutto il corpo con un cambio di velocità e/o direzione in risposta a uno stimolo” (Sheppard & Young, 2016). 

La definizione di Benedek e Palfai (1980) riassume perfettamente il significato di questo  concetto nel calcio: “È una capacità che comprende molti aspetti, perché ne fanno parte non soltanto le capacità di agire e reagire con prontezza, di scattare e correre velocemente, di trattare la palla rapidamente, di scattare e arrestarsi, ma anche quella di intuire rapidamente e sfruttare perciò la situazione esistente”.

Risulta quindi chiaro che l’Agility è caratterizzata da elementi che derivano dalle capacità organico-muscolari (capacità condizionali) e da altri elementi derivanti dalle capacità coordinative quali la velocità percettiva, di anticipazione, di presa di decisione, di reazione, di intervento e la rapidità generale di azione.

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Più nel dettaglio, Young, James e Montgomery (2002) hanno evidenziato delle componenti principali dell’Agility: 

  • fattori percettivi e decisionali 
  • variazioni improvvise di velocità (accelerazioni e decelerazioni) nei cambi di direzione e di senso

I fattori percettivi e decisionali fanno riferimento ad una serie di informazioni a cui attingere per la rapida e corretta risposta motoria o tecnica, legata non soltanto ad un aumento delle informazioni nella ricerca visiva, ma anche ad informazioni altamente specifiche per un determinato sport. È stato studiato infatti, che gli atleti d’élite differiscono da atleti normali, nella loro capacità di utilizzare più indizi raccolti in precedenza nella realizzazione di una competenza quando anticipano il movimento dell’avversario (Abernethy e Russel, 1987).

Una grande fonte di informazione è la postura e la cinematica dell’avversario. Ad esempio, i calciatori esperti usano segnali provenienti dai fianchi per anticipare la direzione e schivare un avversario.

La variazione di velocità nei cambi di direzione o CODS (Change Of Direction Speed), termine utilizzato da Young et al. (2002) per descrivere un movimento in cui non è richiesta alcuna reazione ad uno stimolo (movimento pre-programmato), è molto importante perché distingue nettamente le esercitazioni definite come CODS, ad esempio sprint con cambio di direzione, dalle esercitazioni per l’Agility, ad esempio sprint con cambio di direzione in risposta ad uno stimolo. In entrambi i casi c’è un cambio di direzione dopo uno scatto iniziale ma nel secondo caso non può essere previsto il momento del cambio e neanche la direzione da seguire e quindi non può essere pre-programmato.

Perché allenare l’Agility e la reattività?

A livello internazionale, tuttavia, in particolare nell’ultima decade, la definizione di Agility è stata e continua ad esserlo, oggetto di numerosi approfondimenti. Gli studi su questa tematica dicono che il 96% degli sprint effettuati da un calciatore durante una partita sono più corti di 30 mt, mentre il 49% più brevi di 10 mt. Quindi si evince che l’allenamento è da considerarsi parte integrante del training di tipo anaerobico. Il training delle qualità anaerobiche permette di:

  • Migliorare la capacità di muoversi velocemente e di erogare rapidamente potenza durante attività svolte alla massima intensità
  • Incrementare l’utilizzo dei meccanismi di produzione di energia (ATP e Creatinfosfato)
  • Recuperare più velocemente dopo un periodo di lavoro ad alta intensità

La pratica dell’allenamento anaerobico aiuta il calciatore sia in capacità di prestazione, soprattutto in momenti di alta intensità, sia a rendere ottimale il recupero tra uno sprint e l’altro senza incorrere nella fatica.

E da un punto di vista pratico?

Partendo sempre dalle componenti dell’Agility descritte, potremmo prevedere degli allenamenti specifici per i fattori percettivi e decisionali, ed esercizi specifici per la velocità di cambio di direzione. Migliorando le singole componenti si dovrebbe in teoria raggiungere una più alta capacità di prestazione, diminuendo il tempo nella fase decisionale e/o quello della risposta motoria. 

Fanno parte dell’allenamento dell’Agility tutte quelle proposte che si basano sulla rapidità di percezione, di anticipazione, di presa di decisione, di reazione, di velocità senza pallone e di azione con la palla. 

Dal mio punto di vista è sempre meglio che, tali componenti debbano essere allenate insieme, preferendo esercitazioni situazionali che permettano una migliore correlazione con le situazioni specifiche di gara e che costringono il calciatore. Anche D’Ottavio et al. (2010) consigliano di stimolare le caratteristiche dell’Agility in forma globale con e senza palla, proponendo ad esempio Small Sided Games, in particolare utilizzando un numero molto contenuto di giocatori (es. 2vs2), con cui si tende ad allenare specificamente marcatura e smarcamenti con un’intensità e un profilo cinematico simili alla partita.

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Conclusioni

L’Agility rappresenta quindi una caratteristica fondamentale del calciatore moderno. Si può affermare dunque, che la stessa è  tra le componenti principali per la selezione del talento sportivo e che il suo sviluppo va ricercato fin dall’infanzia. Un’attenta analisi del modello fisiologico di prestazione riportato in letteratura, suggerisce di dare una notevole importanza a questa tipologia di allenamento, e di conseguenza l’inserimento all’interno della seduta, di una fase dedicata esclusivamente all’Agility Training, in forma quanto più situazionale e competitiva possibile. In questo modo verranno stimolati quei processi percettivi e decisionali, soprattutto anticipatori, che se ben sviluppati possono migliorare la prestazione di gara.

Credit Image: www.asroma.com

Umberto Giacone

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